COME NASCE UNA NUOVA CABINA
Intervista al team cabine sullo studio e realizzazione della cabina della nuova Serie8 TTV
La nuova cabina della nuova Serie 8TTV DEUTZ-FAHR non è solo il risultato di soluzioni tecniche e scelte di design, ma soprattutto di un intenso lavoro di squadra.
Ne parliamo con Luca Campagna e il team cabine di R&D composto da Matteo Nava, Tommaso Frigerio, Angela Ferrari e Alberto Degani, che insieme hanno guidato lo sviluppo di questo progetto strategico, per scoprire cosa c’è davvero dietro al prodotto finale.

Partiamo dall’inizio: come è nato il progetto della nuova cabina della Serie 8?
Luca: come ogni progetto di successo, la cabina SigmaVision nasce da un’esigenza di mercato. La collaborazione tra R&D, Marketing e area commerciale ha permesso di analizzare punti di forza e criticità delle attuali cabine di gamma alta, definendo i nuovi standard necessari per allinearsi alle richieste del mercato.
Dopo un primo brainstorming abbiamo presentato il concept a un panel di clienti dei principali mercati, confermando la centralità del cliente in ogni fase del progetto. Tutte le scelte sono state guidate dall’obiettivo di offrire comfort e funzionalità attraverso la migliore tecnologia disponibile.

Qual è stata la sfida più grande che avete dovuto affrontare lungo il percorso?
Matteo e Tommaso: la sfida principale è stata ingegnerizzare e industrializzare il concept sviluppato da Giugiaro, soddisfacendo allo stesso tempo le richieste del mercato. Per noi il miglior prodotto è quello che unisce estetica, funzionalità, performance e comfort.
Abbiamo dovuto trasformare bozzetti e volumi di design in soluzioni industriali sostenibili dal punto di vista tecnico ed economico, considerando materiali, tecnologie e costi. Una volta definiti componenti e sottogruppi, il passo successivo è stato adattare il tutto alla produzione di massa, garantendo assemblaggi semplici ed efficienti.
La collaborazione costante con reparti interni e fornitori ci ha permesso di testare e ottimizzare le soluzioni, portando a continui miglioramenti della qualità finale.
In che modo la collaborazione con grandi designer ha contribuito al risultato finale?
Angela: la collaborazione con uno studio di design come Giugiaro è stata fondamentale per arrivare al prodotto presentato ad Agritechnica. Nella fase iniziale il lavoro nasce dalla loro creatività, mentre il nostro ruolo è fornire supporto tecnico per definire uno stile realizzabile.
Una volta scelta la proposta definitiva, inizia la parte più sfidante: trasformare la “pelle” di design in componenti assemblabili e producibili. È un lavoro che unisce creatività e conoscenza tecnica. Il dialogo continuo con i designer ha garantito un risultato coerente dal punto di vista tecnico e innovativo nello stile.
C’è un dettaglio della cabina di cui siete particolarmente orgogliosi, anche se magari non salta subito all’occhio?
Alberto: il telaio della cabina è sicuramente un elemento di cui siamo orgogliosi. Oltre all’impatto visivo, le scelte tecniche che lo caratterizzano lo rendono all’avanguardia per ciò che non si vede: I materiali utilizzati, espressione della migliore tecnologia di settore, sono scelti per offrire la massima sicurezza per l’operatore.
Il design è stato sviluppato insieme ai colleghi della produzione in Germania, a Lauingen, per ottimizzare i processi produttivi e assicurare qualità, ripetibilità e competitività dei costi.
Tommaso: anche il sistema di climatizzazione è stato completamente riprogettato, perché rappresenta un aspetto cruciale per i clienti. Con il supporto di simulazioni CFD e test su prototipi abbiamo rilavorato il progetto fino a raggiungere le prestazioni desiderate. Nonostante sia la cabina più grande mai realizzata in SDF, garantisce una temperatura ideale in ogni condizione di utilizzo.

Come si mantiene la motivazione del team durante un progetto lungo e complesso?
Luca: l’attenzione e le aspettative su questo progetto erano elevate e questo può generare pressione. Mantenere motivato il team è forse la sfida più grande. È fondamentale far sentire tutti parte del progetto e valorizzare il contributo di ciascuno.
Bisogna trasmettere fiducia, anche nell’errore, trasformandolo in un’opportunità di miglioramento. Servono curiosità, collaborazione e fiducia reciproca. In sintesi, bisogna lavorare davvero insieme.
Quando avete visto per la prima volta la cabina finita, cosa avete pensato?
Luca: la prima reazione è stata: “Eccola!”. Dopo tanta attesa, sorpresa ed entusiasmo sono stati il riflesso della passione investita nel progetto.
Matteo: siamo rimasti in silenzio a osservarla, colpiti dal passaggio dal CAD alla realtà. Poi abbiamo iniziato subito a discutere di possibili miglioramenti.
Alberto: vedere un prototipo lavorare in campo mi ha dato un forte senso di orgoglio e soddisfazione. Mi sono sentito fortunato di aver contribuito a questa sfida.
Angela: salire per la prima volta sulla cabina è stata un’emozione: ho ripensato alla passione condivisa per realizzarla.
Tommaso: ho provato una grande soddisfazione. Nonostante la conoscessi nei dettagli, vederla nella realtà mi ha fatto percepire l’impatto concreto del nostro lavoro.
Un consiglio per i giovani ingegneri che sognano di lavorare in R&D su progetti innovativi?
Matteo: siate curiosi, pronti a impegnarvi e a lavorare a stretto contatto con le persone. La curiosità e la ricerca del miglioramento sono il motore dell’ingegneria. L’impegno quotidiano è essenziale per raggiungere obiettivi ambiziosi.
In un’azienda come SDF abbiamo imparato quanto siano fondamentali la collaborazione e i rapporti personali. Il confronto continuo permette di crescere e trovare sempre nuove soluzioni.
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Dietro ogni dettaglio della nuova cabina della nuova Serie 8TTV DEUTZ-FAHR c’è molto più di un progetto ingegneristico: c’è il lavoro di una squadra, la passione per l’innovazione e la capacità di trasformare le idee in realtà. Un percorso fatto di sfide, confronto e crescita, che oggi prende forma in un prodotto pensato per chi il trattore lo vive ogni giorno.
A cura di Alessandro Minora
