L’esperienza di Mattia Mariani presso il nuovo competence centre di Shanghai
Vi facciamo conoscere meglio Mattia Mariani, ingegnere della direzione R&D, che da qualche mese vive un’esperienza di lavoro presso il nostro Competence Centre di Shanghai (Cina).
Vi facciamo conoscere meglio Mattia Mariani, ingegnere della direzione R&D, che da qualche mese vive un’esperienza di lavoro presso il nostro Competence Centre di Shanghai (Cina).
Gli abbiamo chiesto di raccontare questo percorso professionale, tra sfide lavorative e curiosità della vita quotidiana nel Paese del Dragone.
Ciao Mattia, potresti raccontarci in cosa consiste il tuo ruolo nel Competence Centre in Cina e da quanto tempo ti trovi lì?
Un saluto a tutti i colleghi. Come molti di voi sapranno, SDF ha aperto un Competence Centre a Shanghai inaugurato a Gennaio 2026; lo scopo principale è sfruttare le conoscenze e la rete dei fornitori cinesi per sviluppare nuove piattaforme di trattori elettrici, per ampliare l’offerta della nostra gamma prodotto. Sono stabilmente a Shangai da Settembre 2025. Insieme al collega di VitiBot Luc Boulardot, coordiniamo il team di Shanghai, supervisioniamo dal punto di vista tecnico lo sviluppo prodotto e ci interfacciamo con il team “allargato”, che comprende colleghi sia di Treviglio sia di Linshu. Questo aspetto è molto importante perché un progetto così complesso non può prescindere da una condivisione funzionale delle competenze e da un lavoro di team, anche sovranazionali, che da sempre contraddistingue la nostra azienda.
Qual è il progetto più stimolante o la tecnologia locale che ti ha appassionato di più da quando sei arrivato?
Il progetto su cui stiamo lavorando è ambizioso e stimolante per un ingegnere. Cercare di portare una tecnologia diversa in un mondo molto tradizionalista come quello dei trattori è una grande sfida, che pone molti problemi tecnologici e una visione completamente diversa nella gestione dell'intera impresa agricola. Non direi che si tratta di tecnologia "nuova" in quanto le auto elettriche esistono dalla fine dell'Ottocento; anzi, a cavallo del 1900 le auto elettriche erano più diffuse di quelle a benzina, perché più affidabili e silenziose. Poi l'evoluzione dei motori a combustione interna ha modificato la storia. Recentemente la Cina ha puntato molto sull'elettrificazione; il governo ha supportato massicciamente la rivoluzione del mercato auto e ora più del 50% del parco circolante cinese è elettrico, con punte intorno al 80% nei grandi centri urbani. Il mercato off-highway segue con qualche anno di ritardo ma puntiamo a sfruttare le stesse tecnologie per il nostro progetto.
Da appassionato di mezzi trasporto non posso fare a meno di menzionare i treni ad alta velocità che ora hanno una diffusione capillare nel Paese. Da Shanghai a Pechino sono oltre 1300 km percorsi in solo 4h 30m con punte di 350km/h, ma si viaggia sul velluto (letteralmente, le poltrone della business class sono a livello della First Class degli aerei). Certo, c'è anche il treno notte che ci mette 12h e non supera i 160km/h; l'ho provato e non era comodissimo, ma il bello di viaggiare è anche quello di poter immedesimarsi nella popolazione locale, usare anche mezzi più economici e vedere tutti gli aspetti di una cultura con i pro e i contro.
Quali sono le differenze principali che hai riscontrato tra l'ambiente lavorativo italiano e i ritmi o le dinamiche della sede cinese?
L’impostazione che abbiamo dato all’ufficio è prettamente occidentale; l’orario di lavoro è abbastanza flessibile ma non prescinde dalle 8 ore minime di presenza. I colleghi arrivano tra le 8 e le 9, dipende dal tragitto, alcuni hanno anche 1h-1h30m da casa, alcuni solo 10 minuti. Alcune volte capita di stare in ufficio fino tardi o anche lavorare da casa la sera, soprattutto se ci sono riunioni con Treviglio. I colleghi in genere sono contenti, perché erano abituati ai ritmi di lavoro cinesi delle industrie automotive, che in alcuni casi impongono il cosiddetto 996, ovvero lavorare dalle 9 di mattina alle 9 di sera, 6 giorni a settimana!
Qual è stata la tua primissima impressione della Cina appena atterrato e cosa ti ha sorpreso di più in una città cosmopolita come Shanghai rispetto a Treviglio?
Posso riassumere il primo impatto che ho avuto con una parola: facilità. Ho trovato davvero tutto molto facile e semplice. Mi aspettavo difficoltà con la lingua, con il cibo, con il modo di pensare, anche solo come spostarsi in una città così grande e come interagire con gli altri. Ho trovato invece tutto estremamente facile. Certo, la tecnologia ci viene in aiuto tramite lo smartphone, cosa imprescindibile nella Cina attuale. C’è una “mini-app” per tutto, ma è tutto super conveniente e facile. Al ristorante basta scannerizzare il QRcode e ordini e paghi direttamente con l’app che ha inclusa la traduzione. Il taxi si chiama tramite app in cui si imposta tragitto e si paga direttamente. Se manca qualcosa a casa o si ha voglia di uno sfizio, anche di notte, basta ordinare sull’app di delivery e arriva a casa in meno di mezz'ora. Mi capita spesso di chiedere ai colleghi dove posso comprare questo, dove trovo quest’altro, di consigliarmi un ristorante: la risposta è una sola, guarda su app, ordina online.

Un’altra parola che mi viene in mente è: efficienza. L’organizzazione cinese è molto efficiente; a partire dalla scuola, fino alla gestione delle code, fino all’estrema sicurezza che si percepisce. Ho toccato con mano l’efficienza della polizia cinese quando ho smarrito il cellulare e in mezza giornata è stato ritrovato e l’ho recuperato alla stazione di polizia, con inclusa foto sorridente con gli agenti.
La lingua può essere una barriera: c'è qualche parola o espressione in mandarino che hai imparato e che usi quotidianamente?
Mi piace molto imparare nuove lingue, e volendo interagire principalmente con i colleghi ma anche potermi far capire più facilmente nella vita quotidiana, da Novembre scorso sto seguendo corsi di mandarino la sera dopo il lavoro e la domenica. Sono già al terzo ciclo e mi diverto molto. La sfida è grande ma mi aspettavo molto peggio. L’insegnante è molto brava, ma non vuole insegnarmi le parolacce. Ma non c’è problema, per quelle ci sono i colleghi; di rimando faccio loro lezioni di italiano.
I colleghi mi chiamano “Laoma”, che vuol dire “il vecchio (saggio) Ma” o “Ma gege”, ovvero “fratello maggiore Ma”; la ragione è semplice, sono la persona più “vecchia” dell’ufficio. Comunque sono espressioni che esprimono rispetto e deferenza; la lingua cinese è molto “profonda” nelle espressioni e nei significati, è molto difficile esprimerli con una semplice traduzione. E un cinese non userà mai un’espressione diretta, ma sempre un giro di parole gentile.
Capitolo cibo: qual è il piatto tipico cinese che ti ha letteralmente conquistato e quale invece preferisci evitare?
Il primo giorno che sono arrivato a Shanghai ho provato il Durian, il frutto tipico thailandese che qui vendono dappertutto e che mettono anche sulla pizza (no comment). Era nella lista delle cose da assaggiare ma in futuro lo eviterò. Il secondo giorno ho mangiato uno scorpione e con i colleghi a Linshu delle cicale.

A parte queste particolarità, la cucina cinese è molto vasta e cambia molto da provincia a provincia. Per esempio, la cucina tipica di Shanghai è molto delicata e poco speziata (Ravioli al vapore, pancetta caramellata), mentre cucine delle regioni Hunan e Sichuan sono molto piccanti (Chongqing HotPot, Noodles di tutti i tipi, salse piccanti). A me piace molto quindi non ho particolari problemi, ma alcuni cibi non riesco proprio a mangiarli. Mi è invece particolarmente piaciuto il “pesce scoiattolo” di Suzhou (foto), o i Sheng Jian che sono molto buoni.

Cerco comunque di cucinare il più possibile a casa la sera, principalmente piatti italiani. Un piatto di pasta al ragù è imbattibile.
Come ti muovi e come trascorri il tempo libero in un contesto così unico?
Il trasporto pubblico in Cina è di un altro livello. Shanghai ha la rete di metropolitana più grande al mondo (20 linee in espansione) e la Cina ha la rete di treni ad alta velocità più estesa. La città è immensa, con la metro da un capo all’altro ci vuole almeno un’ora e mezza. Ma è molto conveniente e si arriva praticamente dappertutto. I taxi sono così diffusi ed economici che sinceramente non potrei farne a meno nelle giornate di pioggia o la sera. Shanghai è poi una città molto indicata per spostarsi in bici. Ci sono moltissime bici a noleggio, facili ed economiche, e ci sono corsie dedicate alle bici in ogni strada; a volte in bici si fa prima che con taxi o metro.

Nel tempo libero riesco a fare molte cose. La scena culturale e sociale di una città così grande è molto viva. Ci sono molti musei che offrono mostre internazionali, esposizioni d’arte, cinema, teatri. Molte attrazioni da visitare tra cui grattacieli altissimi o antichi templi immersi tra centri commerciali di lusso. Ci sono anche molti parchi e aree verdi dove rilassarsi e godere di spazi all’aperto e passeggiate. Per chi ama lo sport, ci sono poi opportunità di praticare o di assistere ad eventi sportivi. Ho potuto assistere alle semifinali del Master1000 di tennis a Ottobre e a Marzo sono riuscito a trovare un biglietto per le prove del Gran Premio di Formula1.
Non manca infine la possibilità di viaggiare, anche solo per un weekend; i trasporti aerei o ferroviari sono molto efficienti. Ho visitato Pechino, Nanchino, Suzhou, Sanya.
Sulla base della tua esperienza, che consiglio daresti a un collega che sta per trasferirsi per lavoro in Cina?
Direi di viaggiare leggero, sia per quanto riguarda la valigia, sia per la mente. Il guardaroba non è un problema, ci sono marche cinesi di articoli sportivi molto valide, ci sono negozi dove in una settimana puoi farti fare un vestito su misura a prezzo convenientissimo.
Lascia tutte le preoccupazioni a casa; qui è tutto molto facile. La tecnologia aiuta e le persone sono molto amichevoli e inclini ad aiutarti. L’ambiente è stimolante, si può imparare molto da una cultura millenaria che per alcuni aspetti è in futuro molto più avanti di noi, per altri è ancorata a tradizioni e usanze che facciamo fatica a comprendere fino in fondo, ma che affascinano.
Non aver paura e cerca di sfruttare al meglio questa nuova avventura.
