I DIRETTORI SI RACCONTANO
A tu per tu con Alessandro Maritano, CCO di SDF
Il numero di marzo di SDF Inside si apre con un’analisi dello scenario commerciale che ci attende. Abbiamo incontrato il nostro Chief Commercial Officer, Alessandro Maritano, per saperne di più sull’anno appena concluso, capire quali sono i mercati chiave e le sfide che ci vedranno impegnati nel corso del 2026.
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Alessandro, sei Direttore Commerciale di tutto il Gruppo, oltre che membro del Consiglio di Amministrazione di SDF. Raccontaci qualcosa di te: come sei arrivato a ricoprire questa posizione e quali tappe hanno caratterizzato la tua carriera prima di SDF?
Dal 1997, anno in cui ho concluso gli studi universitari, il mio percorso professionale si è sviluppato in diversi contesti e aree geografiche, sempre nel settore della meccanizzazione agricola.
La mia crescita è stata profondamente legata al "campo": ho infatti iniziato con ruoli operativi, per assumere responsabilità sempre crescenti come Area Manager, Responsabile di mercato ed in seguito gestire interi continenti, fino a ricoprire la carica di Vice Presidente e Direttore Commerciale Global.
Questi incarichi mi hanno dato l’opportunità di vivere e lavorare in diversi Paesi – tra cui Regno Unito, Spagna, Polonia, Ungheria e Brasile – confrontandomi con mercati caratterizzati da logiche e culture molto differenti.
Oggi, in SDF, cerco di mettere a frutto sia l’esperienza concreta maturata negli anni sul campo, sia la visione d’insieme acquisita nel tempo, con l’obiettivo di orientare le strategie commerciali di un Gruppo globale.
Iniziamo con uno sguardo d’insieme: che anno è stato il 2025 per SDF? Quale immagine meglio riassume l’anno appena concluso?
Nonostante un mercato in chiara difficoltà, abbiamo chiuso il 2025 guadagnando quote in tutti i mercati europei, dimostrando che in questo momento SDF ha una marcia in più: siamo infatti diventati leader in Paesi come Italia e Portogallo, raggiungendo in gran parte d’Europa le quote di mercato più alte della nostra storia.
Questi risultati sono il frutto di scelte fatte dieci anni fa: gli investimenti in India e Turchia, in termini di prodotto e mercato, oggi ci rendono estremamente competitivi e ci permettono di muoverci sul mercato con un’efficacia che prima non avevamo.
Se devo pensare a un’immagine che riassume il 2025, scelgo il lancio della Serie 8 ad Agritechnica: vedere una coda costante di persone che aspettavano di salire in cabina e provare l’esperienza di questo nuovo trattore è stato incredibile. Questo ha cambiato completamente la percezione di chi siamo e della tecnologia che sappiamo offrire.
Infine, il 2025 è stato l'anno in cui abbiamo iniziato a raccogliere i frutti delle attività fatte nell’ "International Region" (tutti i Paesi fuori Europa). Parliamo di interi continenti dove il potenziale di crescita delle superfici coltivabili e il miglioramento delle rese attraverso l’aumento della meccanizzazione agricola ha enormi margini di sviluppo. L’investimento in persone e strutture SDF insieme alle recenti aperture di filiali commerciali in Messico, Tanzania e Sud Africa (quest’ultima appena costituita e non ancora inaugurata) sono la chiara risposta della nostra strategia e visione globale.
Entriamo nel dettaglio di casa nostra. Il mercato italiano ha chiuso il 2025 con una ripresa importante. Quali sono le aspettative per l'anno in corso?
L'Italia resta per noi un mercato centrale. Abbiamo ottenuto la prima posizione per i trattori immatricolati come Gruppo ed è un traguardo che mi rende particolarmente orgoglioso. Nel 2020 avevamo fatto una promessa precisa ai concessionari italiani: puntavamo alla vetta e adesso ci siamo arrivati.
Per l'anno in corso, l'obiettivo è consolidare questo primato. Vogliamo continuare a investire sulla vicinanza alla nostra rete di vendita e sull'innovazione, perché sappiamo che l'agricoltore italiano è estremamente esigente e preparato. Essere leader qui significa dimostrare ogni giorno che i nostri prodotti sono all'altezza delle sfide più difficili.
Allargando lo sguardo oltre l’Italia, quali sono le sfide globali che ci attendono nel 2026?
La nostra priorità assoluta per il 2026 è il consolidamento delle quote di mercato che abbiamo conquistato. Non vogliamo solo mantenere i numeri, ma alzare l'asticella: puntiamo a rafforzare la nostra leadership nel segmento della viticoltura integrando ancora meglio l'offerta di eccellenza con i prodotti Grégoire e VitiBot. Vogliamo che il cliente percepisca SDF come un partner globale capace di offrire soluzioni tecnologiche complete per il vigneto.
Inoltre crediamo che i nostri concessionari debbano essere ancora più coinvolti nella gestione degli ordini. L'obiettivo è una pianificazione condivisa che ci permetta di essere più rapidi e precisi nelle consegne per una migliore gestione della produzione in fabbrica.
Stiamo accorciando le distanze tra noi e chi lavora la terra, arrivando direttamente all’agricoltore grazie a strumenti digitali come le App. La digitalizzazione che è già avvenuta nei processi produttivi, ora si allarga verso tutta la filiera commerciale per essere sempre più vicini ai nostri clienti.
Il 2026 è anche l'anno di EIMA International a Bologna. Ci sono in serbo delle novità?
Negli ultimi anni EIMA si è confermata come una delle due fiere internazionali più importanti in Europa (insieme ad Agritechnica), con un pubblico che ha superato le 350.000 presenze da 150 Paesi. EIMA 2026, che si svolgerà da 10 al 14 novembre prossimo, sarà il nostro palcoscenico principale e il 'gancio' fondamentale per la chiusura della seconda metà dell'anno, una fiera in cui abbiamo previsto molte novità di prodotto.
Posso già anticiparvi che sarà l’edizione in cui presenteremo il maggior numero di nuovi modelli e aggiornamenti mai visti prima. Abbiamo fatto una scelta precisa: daremo pochissimo spazio a ciò che è in gamma e non rappresenta una novità. Vogliamo che l'attenzione sia tutta focalizzata sul nostro massiccio piano di rinnovamento.
Il cuore della nostra area sarà rappresentato dalle gamme di media e alta potenza. L’obiettivo è chiaro: vogliamo replicare in questo segmento lo stesso percorso di successo e lo stesso riconoscimento che abbiamo già ottenuto nei trattori specializzati. Il contesto tecnologico è diverso, ma lo spirito è lo stesso. Vogliamo offrire a clienti e visitatori un’esperienza di brand unica, che parta dai nostri pilastri: efficienza, qualità, performance e affidabilità. Tutto questo con un unico obiettivo finale: i clienti e le loro esigenze sono al centro del nostro mondo.
Qual è il messaggio che vuoi lanciare a tutti i colleghi di SDF?
Il messaggio è di fiducia e concretezza. Il budget è la nostra bussola, ma sono le persone a muovere l'ago. Ogni area dell'azienda gioca un ruolo cruciale: dalla Produzione alla R&D, fino al Marketing in supporto al Commerciale. Il 2026 richiede gioco di squadra e determinazione. Abbiamo i prodotti, abbiamo la strategia e abbiamo una rete di vendita motivata; ora sta a noi trasformare questi elementi in successi concreti, puntando dritto verso i traguardi che ci siamo prefissati.
